Il primo semestre risente delle tensioni logistiche nel Golfo, ma il secondo trimestre supera 20 milioni di ricavi e segnala un recupero operativo.
Numeri chiave
- Ricavi e altri proventi: 37,4 milioni di euro, da 39,5 milioni.
- EBITDA: 8,5 milioni, da 11,5 milioni; margine 23,5%.
- EBIT: 4,5 milioni, da 7,2 milioni.
- Utile netto: 3,4 milioni, da 4,8 milioni.
- Indebitamento finanziario netto: 17,1 milioni, contro 16,5 milioni a fine 2025.
Franchi Umberto Marmi ha chiuso il primo semestre 2026 con una flessione dei risultati, concentrata soprattutto nei primi tre mesi. La società ha ricondotto la debolezza iniziale alle interruzioni logistiche legate alle tensioni tra Stati Uniti e Iran e alla conseguente crisi delle rotte nel Golfo.
Il profilo infrannuale è però migliorato: nel secondo trimestre i ricavi hanno superato 20 milioni di euro. Per area geografica, il Nord America è salito a 9,3 milioni da 6,7 milioni, mentre l’EMEA è scesa a 18,2 milioni da 20,6 milioni e l’Asia a 4,6 milioni da 6 milioni; l’Australia è rimasta sostanzialmente stabile a 4 milioni.
La redditività resta elevata in valore assoluto, ma la contrazione dell’EBITDA e del margine mostra che il recupero dei volumi dovrà tradursi anche in un miglior assorbimento dei costi. Nel semestre è stato inoltre completato il nuovo showroom di Miami, iniziativa destinata a rafforzare la presenza commerciale negli Stati Uniti.
La società
Franchi Umberto Marmi opera nell’estrazione, lavorazione e commercializzazione del marmo di Carrara e di altre pietre naturali, servendo progetti residenziali, contract e di architettura sui mercati internazionali.
Fonti
Comunicato e documentazione finanziaria sul sito Investor Relations di Franchi Umberto Marmi; riscontro su Teleborsa, 29 settembre 2026.
