Poste Italiane sale a circa il 67% del capitale di TIM nel primo giorno della riapertura dei termini dell’OPAS volontaria totalitaria. La finestra supplementare resterà aperta fino al 25 settembre 2026.
Numeri chiave
- 67% circa: quota complessiva di Poste in TIM dopo le adesioni del 21 settembre
- 8.579.804: azioni apportate nel primo giorno della riapertura
- 46,9%: azioni complessivamente apportate in rapporto al capitale TIM
- 58,7317%: adesioni rispetto alle azioni oggetto dell’offerta
- 25 settembre 2026: chiusura della riapertura dei termini
La riapertura segue i risultati definitivi del periodo ordinario, che avevano portato Poste al 66,627% del capitale TIM: il 46,523% conferito all’offerta si aggiungeva al 20,104% già detenuto.
Il corrispettivo finale dell’offerta è pari a €1,97 in contanti più 0,218 nuove azioni Poste Italiane per ciascuna azione TIM. Poste aveva inoltre rinunciato alla precedente condizione soglia del 66,67%.
Il 21 settembre il direttore generale di Poste, Giuseppe Lasco, ha indicato che il gruppo resta fiducioso sulla possibilità di raggiungere il 90%, soglia rilevante per il percorso verso il delisting. Borsa Italiana ricorda che le azioni TIM acquistate sul mercato il 24 e 25 settembre non potranno essere apportate all’offerta.
Nella seduta del 21 settembre TIM ha chiuso a €7,776 (+0,40%), mentre Poste Italiane ha chiuso a €26,67 (-0,82%), secondo i dati riportati da Borsa Italiana/Teleborsa.
La società
Poste Italiane è un gruppo italiano attivo in corrispondenza e pacchi, logistica, servizi finanziari e assicurativi, pagamenti, telecomunicazioni ed energia, quotato su Euronext Milan con ticker PST.
Fonte primaria: documentazione dell’offerta di Poste Italiane e comunicazioni sui risultati; aggiornamento adesioni diffuso da Borsa Italiana il 21 settembre 2026.
